Chi sostiene che le dimensioni del pene non contino, sbaglia o … mente! Almeno questo è ciò che è risultato da un’indagine condotta dal team di ricerca guidato da Brian Mautz, biologo dell’università di Ottawa. L’esperimento è stato effettuato su un campione di 105 donne australiane. Esse sono state chiamate a giudicare, in una manciata di secondi, 53 tipologie di uomo, proiettate in 3D a grandezza naturale. Le donne prese in esame non sapevano quali tratti maschili venissero giudicati. Gli uomini più attraenti sono risultati quelli con il pene più grande, alti e con le spalle larghe. Quelli meno attraenti invece sono apparsi gli uomini bassi, con le spalle strette, l’addome largo e il pene piccolo. Per le donne quindi le dimensioni contano in tutti i sensi, e secondo i dati emersi da questa ricerca, l’organo sessuale ideale dovrebbe misurare intorno ai 13 cm a riposo (la misura che ha circa il 98% degli uomini italiani).

D’altronde, nella nostra cultura un grande organo sessuale è simbolo di prestanza fisica, forza e maggiore virilità: e di conseguenza, viene collegato ad una migliore capacità di donare piacere. E non solo nella nostra epoca: se rivolgiamo lo sguardo al passato, possiamo notare come il fallo abbia avuto una certa importanza tra i popoli antichi.  Per esempio, nell’antica Grecia si praticavano le falloforie, processioni in onore di Priapo (dio della fertilità rappresentato con un enorme organo genitale), in cui si portava un gigantesco fallo di legno per garantire un buon raccolto.  Per i Romani invece il pene simboleggiava il potere:  chi aveva un pene grande veniva agevolato nella carriera militare.

Probabilmente, nella Preistoria, quando gli uomini non utilizzavano ancora vestiti, le nostre antenate sceglievano l’uomo con cui accoppiarsi in base alla dimensione dell’organo sessuale. Ciò ha contribuito a determinare le caratteristiche fisiche dei discendenti: infatti l’essere umano ha un pene più grande e più largo rispetto ai cugini primati, essendosi accoppiati maggiormente gli uomini più dotati. Dunque, la storia umana e la genetica giustificano la scelta delle 105 donne australiane. E voi, cosa ne pensate?